Citroën DS: storia, innovazioni e impatto culturale

Alexander Migl, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Scopri come la Citroën DS rivoluzionò l’auto: sospensione idropneumatica, freni a disco, fari direzionali, cambio semiautomatico e un impatto culturale unico.

La Citroën DS è raramente descritta come una semplice automobile. Dal momento in cui apparve, sembrò appartenere a una categoria a sé. Persino il nome è entrato nella leggenda: pronunciata in francese, "DS" suona come déesse, cioè "dea". Non era uno slogan di marketing, ma il riflesso di quanto radicalmente diversa apparisse a chi la incontrava per la prima volta.

Quando la DS debuttò al Salone di Parigi nell’ottobre del 1955, la reazione fu immediata e senza precedenti: circa 12.000 ordini nel solo primo giorno, una cifra impensabile all’epoca. L’entusiasmo non dipendeva solo dalla linea futuristica, ma anche dalla tecnologia nascosta sotto la carrozzeria.

Citroën DS / Slaunger, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il cuore della DS era la sua sospensione idropneumatica, sviluppata dall’ingegnere Paul Magès. Al posto delle molle tradizionali, il sistema utilizzava fluido idraulico in pressione e gas, permettendo all’auto di mantenere un’altezza da terra costante a prescindere dal carico. Che viaggiasse leggera o con tutti i posti occupati, la DS si comportava sulla strada allo stesso modo. Il conducente poteva persino selezionare manualmente diverse altezze: per la metà degli anni Cinquanta, sembrava in anticipo di decenni.

Lo stesso approccio idraulico si estendeva al resto della vettura. La DS era dotata di freni a disco anteriori inboard, una soluzione insolita e tecnicamente impegnativa che riduceva le masse non sospese. È ampiamente considerata la prima auto prodotta in grandi numeri in cui i freni a disco furono applicati con successo su larga scala, non come un esperimento limitato.

Citroën DS / Klaus Nahr, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

La trasmissione seguiva la medesima logica anticonvenzionale. Citroën offriva un cambio semiautomatico, privo di pedale della frizione. Le cambiate erano gestite idraulicamente, con disinnesto e reinserimento automatico della frizione. Per chi guidava, il risultato era un’esperienza insolitamente fluida e rilassata, soprattutto in città, con una naturalezza che ancora oggi colpisce per coerenza.

Dopo il restyling del 1967, la DS introdusse un’altra innovazione destinata a diffondersi: i fari direzionali. I proiettori interni seguivano meccanicamente l’angolo di sterzo, illuminando la curva prima che l’auto la imboccasse del tutto. Oggi l’idea è familiare, ma alla fine degli anni Sessanta rappresentava un raro esempio di ingegneria orientata alla sicurezza.

Anche nei materiali la DS rompeva gli schemi. Un tetto in vetroresina contribuiva a ridurre il peso e ad abbassare il baricentro, a beneficio della stabilità. Nel complesso, queste scelte restituivano l’impressione di un sistema progettato con cura, più che di una somma di trovate isolate.

L’impatto culturale della Citroën DS ha finito per superare i confini dell’automobile. Il modello è entrato nella collezione del Museum of Modern Art di New York, dove è presentato come oggetto ponte tra design industriale e ingegneria. In quel contesto, la DS viene letta non come un semplice mezzo di trasporto, ma come un manufatto emblematico della sua epoca.

L’auto occupa anche un posto particolare nella storia politica. Il 22 agosto 1962, durante un attentato a Petit-Clamart, la Citroën DS su cui viaggiava il presidente francese Charles de Gaulle riuscì a mettersi in salvo nonostante gli pneumatici danneggiati. Il presidente rimase illeso e l’episodio consolidò la reputazione della DS di mantenere il controllo in condizioni estreme.

Oggi la Citroën DS viene spesso descritta come l’auto che ha ridefinito le aspettative su comfort, sicurezza e ambizione tecnica. Molte idee realizzate per la prima volta sulla DS sono diventate standard di settore. Un lascito che suggerisce come l’auto non sia stata solo un successo nel suo tempo, ma, in sostanza, in anticipo sul proprio tempo.

Ethan Rowden

2026, Gen 14 15:28