Gen Z più aperta ai marchi automobilistici cinesi negli Stati Uniti

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Il 69% della Gen Z considera marchi auto cinesi negli USA, ma barriere normative e cautela dei concessionari limitano il mercato. Scopri i dati dello studio.

La Generazione Z negli Stati Uniti sembra decisamente più aperta ai marchi automobilistici cinesi rispetto ai compratori più anziani. Un recente studio di Cox Automotive ha rilevato che il 69% dei rispondenti della Gen Z ha dichiarato che prenderebbe in considerazione un marchio cinese quando acquista un veicolo.

Nel campione complessivo, il 38% dei rispondenti ha affermato di essere "estremamente o molto propenso" a valutare i marchi cinesi, mentre il 39% non era molto o per niente propenso a farlo. I risultati indicano un mercato polarizzato: la curiosità è in crescita, ma l'esitazione rimane consistente.

Lo studio si basa su un sondaggio online condotto tra il 29 dicembre 2025 e il 2 gennaio 2026 su 802 consumatori statunitensi che prevedono di acquistare un veicolo entro i prossimi due anni.

Il divario generazionale è particolarmente evidente. Gli acquirenti più giovani tendono a mostrare un interesse maggiore per i veicoli elettrici e la tecnologia avanzata a bordo, aree in cui i costruttori cinesi si posizionano spesso in modo aggressivo. Anche il prezzo gioca un ruolo centrale. Secondo Kelley Blue Book, il prezzo medio di transazione di un veicolo nuovo negli Stati Uniti ha superato per la prima volta i 50.000 dollari a settembre 2025, raggiungendo i 50.080 dollari. In un mercato caratterizzato da prezzi elevati, l'attrattiva di alternative più economiche è comprensibile.

I concessionari, tuttavia, sono molto più cauti. Solo il 15% dei concessionari sostiene l'ingresso dei marchi cinesi nel mercato statunitense, rispetto al 40% dei consumatori che lo accoglierebbe favorevolmente. Inoltre, il 92% dei concessionari riferisce preoccupazioni riguardo alla vendita di veicoli cinesi, sebbene il 70% affermi che adeguerebbe le proprie strategie per rimanere competitivo se tali marchi dovessero entrare.

La ricerca suggerisce anche che la percezione potrebbe cambiare in determinate condizioni. Se un costruttore cinese stringesse una partnership con un noto marchio americano, la considerazione da parte dei consumatori salirebbe al 76%. Il dato evidenzia come la fiducia e la familiarità con il marchio rimangano fattori decisivi nel plasmare l'accettazione.

Per ora, la realtà normativa si pone come un ostacolo. Nel 2024, gli Stati Uniti hanno aumentato i dazi aggiuntivi sui veicoli elettrici cinesi al 100% nell'ambito delle misure della Sezione 301. Contemporaneamente, sono state finalizzate nuove regole che prendono di mira i "veicoli connessi" con legami alla Cina o alla Russia, entrate in vigore il 17 marzo 2025, con requisiti graduali per software e hardware applicabili ai modelli dell'anno 2027 e 2030. Insieme, queste misure limitano significativamente la probabilità di un ingresso su larga scala dei veicoli cinesi nel mercato statunitense.

L'Europa presenta un approccio diverso. A partire dal 30 ottobre 2024, la Commissione Europea ha imposto dazi compensativi definitivi sui veicoli elettrici a batteria cinesi per cinque anni. Le aliquote vanno dal 7,8% per Tesla al 35,3% per le società non cooperative, con livelli intermedi applicati a determinati produttori. A differenza della struttura tariffaria statunitense, il quadro europeo lascia spazio a una presenza continuativa sul mercato.

I risultati di Cox Automotive catturano quindi un cambiamento notevole tra i consumatori americani più giovani. La Gen Z mostra una disponibilità misurabile a considerare nuovi entranti, specialmente quelli che promettono tecnologia avanzata e prezzi competitivi. Tuttavia, tra l'interesse crescente e la reale penetrazione del mercato, permangono significative barriere commerciali e normative.

Allen Garwin

2026, Mar 03 12:13