Pop Art Car: la mostra Renault che unisce arte, design e auto

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Scopri Pop Art Car, la mostra Renault a Parigi dal 2026 che esplora l'auto come segno culturale attraverso pop art e street art, con opere d'arte e concept car.

Dal 4 marzo al 26 aprile 2026, al Défilé Renault® sulla Champs-Élysées, Pop Art Car è molto più di un semplice evento culturale organizzato da un marchio. Realizzata con il Fonds Renault pour l’Art et la Culture, la mostra utilizza arte, design e l’automobile stessa per raccontare una parte della storia Renault attraverso il linguaggio della cultura popolare.

Il concetto è semplice ma stratificato. La Pop Art ha trasformato oggetti quotidiani in materia artistica, mentre la Street Art ha poi spostato quel dialogo nello spazio pubblico, nella città e nel suo linguaggio visivo rapido e diretto. In questo contesto, l’auto diventa più di una macchina. Si trasforma in un segno culturale, legato a libertà, modernità, movimento, design e abitudini sociali in evoluzione. Questo è il filo conduttore che Renault segue in Pop Art Car, trasformando la sua sede parigina in un percorso tra opere d’arte, dichiarazioni di design e concept car.

La mostra riunisce artisti il cui lavoro si collega in modi diversi alla cultura visiva di massa. Tra questi ci sono Invader, la cui immaginaria attinge ai videogiochi e all’estetica pixel; Victor Vasarely, la cui importanza per Renault non è solo artistica ma anche perché ha ridisegnato il logo a rombo del marchio nel 1972; Errò, noto per lavorare con i codici della cultura pop; Arman, che ha trasformato oggetti industriali e seriali in arte; Jean Faucheur, legato alla scena dell’arte urbana francese; e D*Face e John “Crash” Matos, entrambi associati al mondo internazionale della street e graffiti art. Un punto di particolare interesse è Pole Position di Invader del 2008, esposto qui al pubblico per la prima volta.

Ma Pop Art Car non si ferma a dipinti e arte urbana. Le auto stesse vengono presentate come dichiarazioni di design. Tra queste ci sono SUITE N°4 di Mathieu Lehanneur, una reinterpretazione della Renault 4 concepita come una suite d’albergo all’aperto; la Renault 5 Diamant di Pierre Gonalons, che trasforma un modello familiare in qualcosa di simile a un gioiello in movimento; la Twingo di Sabine Marcelis, costruita attorno a luce, trasparenza e forma scultorea; e la R17 electric restomod x Ora Ïto, una lettura retro-futurista della Renault 17. Le opere Bourgeon e Accrescent di Dan Rawlings aggiungono un altro angolo, rimodellando la lamiera dell’auto in forme che sembrano quasi organiche.

Uno dei pezzi più significativi della mostra è Filante Record 2025. Renault la presenta non solo come un oggetto drammatico, ma come un laboratorio per l’efficienza elettrica. Ispirata dalle storiche auto da record dell’azienda, la vettura dimostrativa utilizza materiali leggeri e tecnologie steer-by-wire e brake-by-wire, mostrando quanto design, ingegneria ed efficienza energetica siano ora strettamente legati. Renault afferma che il veicolo ha percorso 1.008 chilometri in meno di dieci ore a dicembre, con una media di 102 km/h e un consumo di 7,8 kWh ogni 100 chilometri. Nell’ambito della mostra più ampia, questo conferisce all’auto un altro ruolo: non solo simbolo di cultura, ma piattaforma per la sperimentazione tecnologica.

In questo senso, Pop Art Car si inserisce anche in una strategia Renault più ampia. L’azienda sottolinea di lavorare con artisti dagli anni Sessanta, mentre il fondo creato nel 2024 mira a preservare, ampliare e aprire al pubblico quel patrimonio. Un altro passo in quella direzione sta prendendo forma a Flins, dove Renault sta sviluppando nuove infrastrutture attorno alla sua storia, alle opere d’arte e agli archivi. Da questa prospettiva, la mostra attuale sugli Champs-Élysées appare meno come un evento isolato e più come parte di una traiettoria culturale più lunga.

Anche la sede stessa è importante qui. Renault presenta il Défilé Renault® come più di una semplice sala espositiva: uno spazio ibrido che combina design espositivo, programmazione pubblica ed esperienza del marchio. Questo formato aiuta a spiegare perché Pop Art Car funziona così efficacemente: auto e opere d’arte non sono separate in mondi diversi, ma collocate fianco a fianco nello stesso ambiente visivo, dove industria, design e cultura pop si rispecchiano costantemente.

La mostra è supportata anche da un programma dal vivo, che include una performance di Joshua Vides costruita attorno a una Twingo E-Tech elettrica, talk con artisti, curatori, designer e specialisti del design automobilistico, DJ set con Radio FG e visite guidate. Il risultato è un progetto che opera su più livelli contemporaneamente: come mostra, come programma pubblico e come modo per dimostrare che la storia automobilistica Renault può ancora essere raccontata non solo attraverso la tecnologia o il linguaggio del prodotto, ma attraverso l’arte, la cultura urbana e la memoria visiva.

Mark Havelin

2026, Mar 07 23:17