Scarichi di serie pensati per il suono: Corvette Z06, GT350, F‑TYPE SVR, LFA e Huracán
Analisi dei migliori impianti di scarico di serie progettati per il suono: Corvette Z06, Mustang Shelby GT350, Jaguar F‑TYPE SVR, Lexus LFA, Huracán Performante
Negli ultimi quindici anni, gli impianti di scarico hanno smesso di essere trattati come semplici componenti funzionali. Per alcune auto di serie, il suono è diventato parte del progetto ingegneristico stesso: una dichiarazione voluta e definita in fabbrica, non un ripensamento lasciato all’aftermarket.
Provare a classificare queste vetture in base alla mera rumorosità porta subito a un vicolo cieco. I costruttori non pubblicano valori in decibel direttamente comparabili e le misurazioni dei media avvengono in condizioni diverse. Ha quindi più senso guardare all’intento: dove il suono è stato chiaramente progettato come elemento identitario e sostenuto da soluzioni tecniche specifiche.
La Chevrolet Corvette Z06 (C8) ne è un esempio limpido. Il suo scarico centrale a quattro terminali è più di una firma estetica. Analisi in inglese spiegano che questo layout è stato adottato come parte di una strategia precisa di messa a punto acustica. Misurazioni indipendenti pubblicate da testate automobilistiche mostrano valori in decibel molto elevati, ma le stesse fonti sottolineano che si tratta di prove informali, non di standard ufficiali di fabbrica.

Filosofia diversa per la Ford Mustang Shelby GT350. Il doppio scarico a modalità variabile montato di serie, abbinato alla funzione Quiet Start, riflette l’attenzione all’uso quotidiano. Resoconti in inglese riportano una riduzione di circa dieci decibel in Quiet Start rispetto al funzionamento normale. In sostanza, Ford ha costruito un’auto molto sonora, prevedendo però anche un modo approvato in fabbrica per domarla quando serve.

Con la Jaguar F-TYPE SVR, l’accento si sposta su materiali e carattere. Documenti ufficiali Jaguar evidenziano uno scarico leggero in titanio e Inconel, insieme a una riduzione di massa. Il suono viene descritto come inconfondibile e lo scarico attivo è di serie. Qui conta meno il volume assoluto e più la coerenza e la riconoscibilità della voce dell’auto, cosa che alla guida fa davvero la differenza.

La Lexus LFA occupa una posizione a parte. Materiali Yamaha d’archivio sottolineano che il suo suono è stato creato solo con metodi acustici fisici, senza interventi elettronici o amplificazioni artificiali. L’obiettivo era l’equilibrio: discrezione nella marcia normale e risposta immediata e scenografica quando si affonda l’acceleratore. Pubblicazioni successive chiariscono che, mentre Yamaha ha definito il concetto acustico, un fornitore specializzato si è occupato dell’hardware dello scarico. Il risultato viene spesso indicato come un riferimento per un suono meccanico autentico.

Il caso della Lamborghini Huracán Performante è più sfumato. Fonti ufficiali Lamborghini descrivono uno scarico in titanio sviluppato insieme ad Akrapovič nell’ambito del programma accessori di fabbrica, con enfasi sul risparmio di peso e su un timbro caratteristico lungo tutto l’arco dei giri. Tuttavia, questi materiali non confermano esplicitamente che tale sistema fosse di serie su ogni Performante. Resta il fatto che si tratta di una soluzione sviluppata ufficialmente dalla Casa, non di una modifica di terze parti.
In tutte queste auto, il volume non è mai un fine isolato. Dipende da valvole, materiali, disposizione e dai limiti normativi con cui gli ingegneri devono fare i conti. Questa complessità spiega l’assenza di una classifica in decibel davvero comparabile e convalidata dalla fabbrica.
Le evidenze, però, indicano una direzione chiara. Piuttosto che inseguire soltanto i decibel, i costruttori continuano ad affinare scarichi attivi e progettazione acustica. Queste vetture dimostrano che uno scarico di serie può diventare un elemento centrale dell’identità: qualcosa che si riconosce già prima di vedere l’auto.
Allen Garwin
2025, Dic 19 11:35