Chevrolet Corvette E-Ray: ibrida a trazione integrale da 644 CV alla prova

Corvette E-Ray ibrida: prova su strada e prestazioni reali
Erik Drost, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Test su strada della Corvette E-Ray ibrida: V8 aspirato, trazione integrale e 644 CV. Accelerazione reale vs one-foot rollout, dinamica, frenata e praticità.

La Corvette E-Ray si presenta come un manifesto di prestazioni cucito su ambizione pura. Sportiva ibrida con V8 aspirato e trazione integrale, promette numeri che sfiorano quelli di macchine ben più esotiche. Ma oltre alle cifre in copertina emerge una storia più sfumata, scolpita dai riscontri sul campo.

Alla base c’è un V8 da 6,2 litri che muove le ruote posteriori tramite un doppia frizione a otto rapporti, affiancato da un motore elettrico all’avantreno. Insieme erogano 644 cavalli e 778 Nm di coppia, cambiando in modo netto il modo in cui l’auto risponde all’acceleratore.

I dati ufficiali parlano di uno 0–60 mph in 2,5 secondi e di un quarto di miglio in 10,5 secondi. Le misurazioni ripetute nel mondo reale, però, hanno registrato costantemente circa 2,9 secondi nello 0–60 mph e passaggi sul quarto di miglio intorno agli 11 secondi. Risultati rimasti pressoché invariati nonostante ampie regolazioni del launch control, inclusi slittamento consentito e regime di partenza.

Chevrolet Corvette C8 E-Ray
Chevrolet Corvette C8 E-Ray / Erik Drost, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

La ragione dello scarto sta nel metodo di misurazione, più che nei limiti meccanici. Il costruttore utilizza il cosiddetto one-foot rollout, una convenzione delle gare di accelerazione in cui il cronometro parte quando l’auto è già in movimento. Se si misura da fermo reale con strumenti GPS, i riscontri coincidono con ciò che l’E-Ray mostra su strada.

Dentro, l’E-Ray trasmette solidità e cura d’assemblaggio. La pelle domina l’abitacolo, con materiali alternativi a richiesta. I sedili “competition” optional offrono sostegno laterale deciso a un sovrapprezzo tutto sommato contenuto. L’impostazione della plancia è particolare: una spina centrale marcata separa conducente e passeggero e i comandi del clima sono disposti in verticale in una lunga fila fisica. Un’impostazione scenica che, alla guida, finisce per concentrare l’attenzione su ciò che conta.

La praticità resta limitata. La capacità di carico complessiva fra vano anteriore e posteriore è di 355 litri, ma lo spazio davanti è ridotto dal sistema ibrido. Riporre il tetto amovibile nel vano posteriore azzera di fatto l’uso del bagagliaio e costringe a compromessi in caso di pioggia.

Su strada l’E-Ray scatta immediata e instancabile. Il motore elettrico all’avantreno esalta la trazione, permettendo di scaricare la potenza con pulizia e sicurezza. Nonostante quasi 200 chilogrammi in più rispetto alla Stingray, il telaio resta raccolto, e la risposta ai bassi regimi è sorprendentemente corposa per un V8 aspirato. Qui l’ibrido non “copre” il carattere del motore termico: lo amplifica dove serve.

Chevrolet Corvette C8 E-Ray
Chevrolet Corvette C8 E-Ray / Erik Drost, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Con settaggi di sospensioni più rigidi, l’assetto può diventare nervoso e il feedback allo sterzo risulta talvolta fin troppo marcato. La frenata, invece, rassicura: con i dischi carboceramici Brembo, l’E-Ray si arresta da 100 mph in 88 metri, un risultato in linea con massa e prestazioni.

La Corvette E-Ray è un progetto tecnicamente ambizioso: velocissima, stabile e sorprendentemente semplice da portare forte. Quel rendimento, però, si paga con peso e complessità. Di contro, la Stingray standard offre un’esperienza più leggera e istintiva. L’E-Ray resta la dimostrazione concreta di cosa può ottenere l’ingegneria moderna quando l’elettrificazione si intreccia con una ricetta sportiva classica.

Ethan Rowden

2025, Dic 24 00:34