Come l’aerodinamica attiva sta cambiando le supercar

Aerodinamica attiva nelle supercar: tra ingegneria e realtà
mclaren.press

Analizziamo come l’aerodinamica attiva migliora stabilità, frenata ed efficienza delle supercar, tra soluzioni, studi recenti e sfide dell’elettrificazione

L’aerodinamica attiva ha ormai oltrepassato la fase dei prototipi da gara ed è diventata una parte integrante dell’ingegneria delle supercar moderne. I costruttori fanno affidamento su componenti mobili per permettere a un’unica vettura di adattarsi a scenari di guida molto diversi, dai rettilinei ad alta velocità alle staccate decise e alle curve impegnative.

L’idea alla base è semplice, ma impegnativa da realizzare: una forma fissa non può essere ugualmente efficiente in tutte le condizioni. Per questo i progettisti adottano elementi capaci di variare posizione in tempo reale: ali e spoiler posteriori attivi, flap aerodinamici anteriori, condotti a flusso controllato e feritoie di raffreddamento regolabili.

I marchi mettono in primo piano la funzione di questi sistemi. McLaren indica che la sua ala posteriore attiva serve non solo a mantenere l’equilibrio aerodinamico, ma anche a funzionare da freno, modificando la propria posizione nelle frenate più intense. Il sistema ALA 2.0 di Lamborghini punta sul passaggio tra configurazioni ad alto carico e a bassa resistenza tramite flap controllati elettronicamente all’anteriore e al posteriore. Porsche tratta l’aerodinamica attiva come un pacchetto coordinato: sulla Macan, uno spoiler posteriore estraibile, feritoie di raffreddamento attive ed elementi di un fondo chiuso operano insieme in base alla velocità, alla modalità di guida e persino alla fase di ricarica. Un approccio a 360 gradi che, su auto sempre più complesse, ha una sua logica.

L’efficacia di queste soluzioni trova riscontro non solo nelle dichiarazioni dei costruttori, ma anche in ricerche ingegneristiche recenti. Studi pubblicati tra il 2024 e il 2025 indicano che configurazioni aerodinamiche attive e asimmetriche possono migliorare la dinamica del veicolo, inclusa la stabilità in curva e la prestazione in frenata, rispetto a set-up statici. Alcuni lavori esaminano in modo specifico il bilanciamento attivo dei carichi come strumento per contrastare il trasferimento laterale nelle curve.

Al tempo stesso, non esiste una risposta definitiva sul fatto che l’aerodinamica attiva nelle supercar vada considerata prima di tutto come ingegneria o come marketing. Nell’ultimo anno, nessuno studio autorevole ha dimostrato che questi sistemi siano per lo più decorativi; le evidenze disponibili rimandano invece a una reale funzionalità, anche se i benefici concreti variano sensibilmente da un modello all’altro. In pratica, conta più l’esecuzione del progetto che l’effetto scenico.

Di conseguenza, parlare del futuro dell’aerodinamica attiva richiede cautela. I costruttori continuano a investire in nuove soluzioni, come mostrano brevetti e concept recenti mirati a meccanismi più leggeri e compatti per gestire resistenza e deportanza. L’aerodinamica attiva viene impiegata sempre più non solo per le prestazioni, ma anche per l’efficienza complessiva e la gestione termica, in particolare nel contesto dell’elettrificazione. Non esiste però un consenso formale nel settore che indichi l’aerodinamica attiva come il futuro indiscusso delle supercar.

Allen Garwin

2026, Gen 01 16:27